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Mamma yogini ad alto contenuto green

Silueta Yoga Dorada Alessia soprannominata Alex da una persona infinitamente speciale. Una laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione in tasca e tante esperienze lavorative alle spalle. Insegnante di Yoga e meditazione per adulti e bambini, hostess di volo, educatrice con minori a rischio di devianza, educatrice di asilo nido, moglie e mamma Yogini h24. Leggi tutto

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Come si svolge una seduta Reiki

Una seduta Reiki si svolge in modo estremamente semplice e pulito

Si può esercitare in qualsiasi ambiente, ma è preferibile per gli operatori acerbi lavorare in luoghi silenziosi dove la propria concentrazione è agevolata.

L’operatore Reiki avvicina o appoggia le mani sul corpo del soggetto interessato, in modo che l’energia vitale universale possa fluire naturalmente nelle aree del corpo che più ne hanno bisogno.

Per ricevere un trattamento Reiki non è necessario spogliarsi, vengono toccati delicatamente diversi punti del corpo, dalla testa alle gambe, focalizzandosi sui centri energetici del paziente stesso (chakra), e sui siti di dolore o disagio.
A differenza di altri metodi, il Reiki non comporta l’utilizzo di pressione, massaggio, sfregamento o strumentazione.

Il Reiki può essere praticato anche come auto-trattamento (self-help).

È indicato soprattutto nelle professioni di aiuto, per chi lavora nei servizi sociosanitari, ed è utilissimo anche per prevenire fenomeni di burnout, mancanza di motivazione e stress da lavoro del personale infermieristico.

L’energia Reiki viene spesso confusa con la pranoterapia, ma c’è una netta distinzione da fare

La Pranoterapia si basa sul concetto che il corpo umano sia un campo energetico attraverso il quale scorre il prana o energia vitale allo scopo di eliminare i blocchi e far ricircolare l’energia vitale, per fare questo l’operatore cede la propria energia in eccesso.
Il Reikista, pur basandosi sullo stesso principio e sull’imposizione delle mani, non cede la propria energia, ma è un semplice canalizzatore dell’energia universale.

Il Reiki, non è da considerarsi una cura, né tanto meno un farmaco, ma un supporto a tutte le cure che una persona, animale e vegetale, stanno affrontando.

Come si diventa Reikista

Si diventa operatori in seguito a dei corsi teoricopratici, durante i quali oltre a conoscere i flussi energetici, il loro percorso e interdipendenza con gli organi e sistemi del corpo umano, ci si sottopone ad un profondo lavoro di consapevolezza che richiede un intenso stimolo all’evoluzione personale.

Gli operatori sono semplici esseri umani con i loro problemi, le loro difficoltà che hanno scelto di occupare una parte del loro tempo nel dare sollievo, ad un altro essere umano.

Alcune persone scelgono di diventare operatori Reiki perché avendo già attraversato il calvario della malattia, e riscontrato su di sé ottimi benefici dai trattamenti energetici, sentono una spinta interiore, un vero e proprio desiderio, di sollevare il prossimo per quanto possibile, dalla sofferenza.

 

Tutti ricevono beneficio dai trattamenti Reiki, anche gli scettici, inoltre nessuno viene plagiato o sottoposto a strani riti o torture mentali.
Il Reiki, come principio universale, non infonde false speranze né professa religione alcuna, ma ne rispetta, di ognuna, l’essenza basata sull’Amore e sulla Fratellanza.

Come si svolge seduta Reiki

Byosen Reikan Ho – Scansione del corpo

Quando una persona è affetta da una patologia è possibile “avvertire qualcosa” che viene trasmesso dalla fonte della patologia stessa.
E’ questo il significato di Byosen.
La sensazione avvertita varia secondo il tipo, la gravità e lo stato della malattia, e varia anche da persona a persona.
Gli esempi comuni delle sensazioni avvertite sono: “qualcosa che si muove, pulsa o pizzica”, dolore, intorpidimento, calore, freddo, solletico, etc…
La sensazione percepita dalle mani prende il nome di Hibiki o Risonanza e permette di stabilire la causa della patologia, il suo stadio e il tempo necessario per ottenere la guarigione.
Ogni qualvolta una persona è affetta da una patologia (anche se non ne è consapevole) esisterà sempre un Byosen.

Un’estrema sensibilità e accortezza nello scoprirlo permetteranno di trattare il disturbo addirittura in anticipo di un paio di giorni rispetto al suo completo manifestarsi.
E’ possibile avvertire il Byosen anche in persone dichiarate totalmente guarite: in questo caso, trattare questa sensazione servirà a prevenire una ricaduta.
Il Byosen può manifestarsi sia nella zona direttamente interessata dalla patologia che in altre zone del corpo. Per esempio le patologie dello stomaco possono dare un Hibiki sulla fronte, i problemi epatici sugli occhi, etc. La capacità iniziale di ogni persona di percepire il Byosen varia da soggetto a soggetto, ma la pratica costante sviluppa gradualmente tale capacità.

 

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