Shop

Hai dato un'occhiata ai miei prodotti hand-made? Clicca qui ed entra nella sezione Shop

Mamma yogini ad alto contenuto green

Silueta Yoga Dorada Alessia soprannominata Alex da una persona infinitamente speciale. Una laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione in tasca e tante esperienze lavorative alle spalle. Insegnante di Yoga e meditazione per adulti e bambini, hostess di volo, educatrice con minori a rischio di devianza, educatrice di asilo nido, moglie e mamma Yogini h24. Leggi tutto

Su Facebook

Carrello

Categorie

Su Instagram

Load More
Something is wrong. Response takes too long or there is JS error. Press Ctrl+Shift+J or Cmd+Shift+J on a Mac.

Ringraziamenti

Roberto: Roberto Antonacci
Andrea: CTROMA
Le spedizioni in Italia sono gratuite sopra gli 80€
Worldwide Shipping

Gestire i capricci: il parere della Psicologa per capire come fare

I capricci dei bambini e le punizioni: quando, perché e soprattutto… bisogna punirli?

Il fissare dei limiti e delle regole in famiglia è fondamentale tanto quanto il cibo di cui si nutre un bambino.

Lasciare che un bambino sia libero di fare ciò che vuole e quando vuole, non lo aiuta nella crescita e non favorisce nemmeno il rapporto genitori-figli.

È bene perciò dare dei limiti e delle regole che facciano sentire il bambino contenuto e sicuro, ricordandosi però che devono essere dati in funzione ai suoi bisogni e non ai bisogni degli adulti.

Un altro aspetto fondamentale è che i genitori, ma anche gli adulti in generale, devono sostenersi a vicenda, devono essere convinti che ciò che stanno facendo è la cosa più giusta, trasmettendo anche coerenza e condivisione soprattutto in presenza dei bambini altrimenti si crea in loro molta confusione che li porta a sentirsi destabilizzati.

Perciò, in merito alle regole è bene tenere a mente che:

• il bambino ha bisogno di tempo per interiorizzarle, non bisogna avere fretta;

• bisogna preannunciarle e dare tempo al bambino di adeguarsi mentalmente (ad esempio, non dire “spegni la tv perché è pronta la cena” ma si potrebbe dire dieci minuti prima “ultimi dieci minuti che poi è pronta la cena” e poco dopo “altri due minuti poi spegni che è pronta la cena”;

• per far rispettare le regole servono le parole, ma per i bambini fino ai 3-4 anni d’età è importante anche la vicinanza (ad esempio, “fermare” il bambino che sta giocando ed accompagnarlo per mano).

In definitiva, dare delle regole ai bambini dicendogli anche dei NO non è pericoloso, anzi contribuite in modo positivo e funzionale alla loro crescita!

Punizioni sì o punizioni no?

In merito alle punizioni, se darle o non darle, ritengo che debba essere concordato tra i genitori, capendo e confrontandosi sul significato che possono dare a tale punizione e al motivo per cui pensano di assegnarla.

La cosa importante da tenere a mente è che più delle punizioni, ha un ruolo molto importante il permettere al bambino di poter riparare e rimediare all’errore commesso e questo non vale solo per i bambini ma anche per gli adulti: chiedere scusa al proprio figlio perché prima avete esagerato e magari gli avete urlato contro è un prezioso insegnamento perché capisce che tutti possono sbagliare ma che si può anche rimediare.

E quando i bambini fanno i capricci cosa bisogna fare?

Quando un bambino fa i capricci e ci esaspera mettendo a dura prova la nostra pazienza, ci può aiutare capire il perché si sta comportando così, perché un bambino che fa i dispetti o i capricci è un bambino arrabbiato o che è alla ricerca di attenzioni da parte dell’adulto.

Per questo motivo è importante che l’adulto legittimi le sue emozioni, comprendendole e verbalizzandole dandogli un nome e non bloccandole o inibendole.

Ad esempio, immaginatevi un bambino che urla e continua a sbattere un gioco sul pavimento: dicendogli “basta adesso smettila con questo casino” si va a bloccare e non riconoscere il suo vissuto emotivo, dicendogli una frase come “certo che devi proprio essere tanto arrabbiato oggi, sai che anche a me capita d’essere arrabbiata? Sai cosa faccio quando sono arrabbiata? Prendo tutte quelle palline morbide e le lancio forte forte contro il muro. Lo facciamo insieme?” ponete interesse verso il suo stato emotivo, lo legittimate non negandolo e lo aiutate a canalizzarlo nel modo giusto insegnandogli che alcune cose si possono fare mentre altre no.

Ricordate che solo se il bambino fa esperienza e ha avuto la possibilità di provare le emozioni anche più difficili, può valutarne la forza e trovare in sé le risorse per imbrigliarle ed utilizzarle per scopi a lui vantaggiosi.

Il compito del genitore è molto complesso e non esistono i genitori perfetti ma quelli “sufficientemente buoni”.

Con il passare degli anni i figli diventeranno autonomi e quello che gli servirà non sarà la presenza costante dei genitori, ma ciò che sono riusciti ad assorbire della loro esperienza che conservano dentro di sé, perciò date un peso ed un valore alle parole che usate con loro ed insegnategli l’importanza nel rispettare le regole e nell’incassare anche dei no!

Tenere i bambini in braccio: è bene farlo o prendono il vizio?

Rubrica mensile di Psicologia a cura della Dott.ssa Giulia Braghetta

Psicologa dell’età evolutiva iscritta all’ordine degli psicologi del Veneto che svolge la libera professione in provincia di Padova e di Verona.
Collabora con diversi enti, comuni e scuole e ha pubblicato due libri nel 2016: “La violenza intrafamiliare nella coppia. Gli effetti della violenza perpetrata dal proprio partner” e “Costanza dei colori visti attraverso veli colorati reali. L’influenza di un filtro nella percezione del colore”.

Per domande o dubbi potete scrivere a: g.braghetta.psicologa@gmail.com

condividimi... Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPin on PinterestEmail this to someone

Leave a comment