Le Mie Creazioni

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Mamma yogini ad alto contenuto green

Silueta Yoga Dorada Alessia soprannominata Alex da una persona infinitamente speciale. Una laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione in tasca e tante esperienze lavorative alle spalle. Insegnante di Yoga e meditazione per adulti e bambini, hostess di volo, educatrice con minori a rischio di devianza, educatrice di asilo nido, moglie e mamma Yogini h24. Leggi tutto

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Ringraziamenti

Roberto: Roberto Antonacci
Andrea: CTROMA

Pensieri di una mamma expat

Pensieri di una mamma expat

Il mio diventare expat è coinciso con il mio diventare mamma, ormai quasi tre anni fa: è stato un periodo pieno di cambiamenti, difficile ma allo stesso tempo entusiasmante, un periodo in cui sono cresciuta tanto imparando a conoscermi meglio come donna e scoprirmi, giorno dopo giorno, mamma.

I motivi che spingono una persona ad espatriare sono davvero innumerevoli, basti pensare che c’è chi lo fa perché deve e chi perché lo desidera.

Tra tutte le categorie di expat ce n’è una, la mia: le mamme expat!

Se è difficile essere mamma lo è ancora di più essere una mamma all’estero, soprattutto una mamma di un primo figlio: nel crescerlo, specialmente i primi mesi, non avrai al tuo fianco la tua di mamma, le tue sorelle o le amiche di una vita pronte a correre nel momento di crisi o di panico per i primi rigurgiti o le prime febbri alte che ancora non sai gestire; non ci saranno loro che verranno a tenerti il bambino per riuscire finalmente a farti una doccia in pace o semplicemente staccare il cervello per qualche minuto.

Ti senti sola, sei sola

Spesso infatti anche i mariti viaggiano tantissimo o hanno orari di lavoro che li portano a stare fuori tutto il giorno.
La burocrazia non è la stessa dell’Italia che, seppur troppo spesso incasinata, ormai conosci ed in qualche modo hai imparato a gestire: devi informarti e ricominciare da capo, metterti in gioco sempre, comunque.

Devi crescere anche quando di crescere non ne hai voglia

Ovviamente ognuna vive diversamente il suo essere mamma expat e molto dipende anche dal momento del trasferimento: c’è chi ad esempio ha avuto un figlio dopo anni di espatrio e dopo aver già impostato una vita ed una carriera nel nuovo paese. Per chi come me invece ha vissuto praticamente in contemporanea il trasferimento ed il diventare mamma ovviamente è tutto diverso, più complicato!
Fare amicizia con un bimbo appena nato non è la cosa più semplice al mondo e, sinceramente, parlare solo con le altre mamme di pappe, pannolini o vaccini non è il massimo dell’aspirazione: nella vita di una donna c’è altro, tanto altro.
Io sono stata fortunata perchè ho trovato amiche meravigliose anche in questa parte di mondo, amiche che ci sono e sulle quali si di poter contare, sempre!
Credo sia fondamentale nonostante le difficoltà organizzative di una vita da mamma, riuscire a trovare tempo per se stesse, per coltivare le amicizie ed i propri interessi: mi rendo conto non sia facile, anzi alle volte sembra impossibile, ma è necessario per noi e per i nostri bambini.

Non c’è bambino felice senza una mamma serena

Spesso può capitare di venire assaliti da un senso di colpa nel far crescere il proprio figlio lontano dall’affetto dei nonni, degli zii e della famiglia in generale perché inutile illudersi le chiamate, i messaggi vocali, i video o Skype (santo Skype) non sono e non saranno mai la stessa cosa!

Spesso ancora dispiace pensare che il proprio figlio cresca lontano dalle proprie radici, dalla propria cultura ma allo stesso tempo essere una mamma expat ti rende orgogliosa di come lo stesso bambino cresca sapendosi rapportare a diverse culture come la cosa più naturale al mondo, senza discriminazioni e senza giudizi o pregiudizi, che è peggio.
Una mamma expat vedrà il figlio crescere sapendo più lingue spesso mescolandole e creando mix tanto divertenti quanto incomprensibili.

I bimbi expat sono bimbi speciali, piccoli cittadini del mondo, spesso con una valigia in mano ed il loro primo passaporto con la foto fatta dopo pochi giorni dalla nascita. Noi abbiamo da poco rinnovato il passaporto, nel suo non c’è più la foto di un bimbo con poche settimane di vita ma quella di un ometto di due anni che guarda curioso il mondo.
Troppi passaporti dovrà ancora cambiare ma spero che in ogni foto abbia lo stesso sguardo e che le pagine raccontino, tramite i tanti timbri, di come lui si senta a casa in qualsiasi nazione, sicuro però che nessun posto al mondo è come quello dove lo aspetterà la sua mamma.

I vostri bimbi a che età hanno fatto il primo passaporto?

Ma soprattutto, tenendolo in mano per la prima volta, avete anche voi iniziato a fantasticare su tutti i posti dove vorreste portarli?

 

Rubrica mensile Diario di una Mamma Expat a Dubai a cura di Olly

Diario di una Mamma Expat a Dubai Contatti:

http://instagram.com/olly_ge

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