Se c’è una cosa che mi fa davvero paura è la vecchiaia…

Non mi fa paura la morte in sé per sé ma la vecchiaia intesa come fragilità, come vulnerabilità.
Anziani e bambini hanno tanto in comune, l’essere fragili e vulnerabili, l’aver bisogno di cura, attenzioni, protezione.
Salvo casi estremi, i bimbi hanno sempre chi si prende cura di loro ma esistono tanti anziani soli ed abbandonati, o semplicemente in balia di questa società senza rispetto.
Solo il pensiero credetemi, mi fa sentire male. Quando ci penso avverto un senso di oppressione sul petto, e l’ansia sale…

Forse tutto questo può dipendere da un trauma vissuto da ragazza, quando settimanalmente percorrevo lunghi corridoi freddi di una casa di riposo.

Troppi anziani soli, troppi visi tristi, troppa malattia, troppa assenza, troppa assenza di sogni…
Forse non ero pronta a vivere tutto questo da spettatrice e se solo ci penso le lacrime iniziano a scorrere troppo velocemente…

Photo via Visual hunt

Vedere un anziano indifeso, esposto a tutto ciò che c’è lì fuori… mi terrorizza eccome… questo mondo non mi piace.

Ho una nonna meravigliosa di 88 anni che credetemi a volte penso sia più lucida di me. Un giorno mentre la riaccompagnavo a casa, presa dalle nostre lunghe chiacchiere… sbagliai strada. Qualche istante dopo mi disse “Alessia ma come mai stai andando da qui, mi sa che ti sei distratta ed hai sbagliato strada…” ecco… quello è stato uno di quei momenti in cui ho capito che fra le due è molto più lucida lei 😂.

Insomma non per tutti la vecchiaia è qualcosa di triste e doloroso, almeno così si spera…
Sicuramente l’importante sarà l’aver vissuto una vita giusta, fatta di valori ed affetti sinceri, con la speranza che questi ci accompagnino fino all’ultimo istante… prendendosi cura di noi come noi ci siamo presi cura di loro…

L’idea del vedere invecchiare le persone che amo mi fa star male… cerco di non pensarci… sicuramente in tanti capirete cosa intendo e cosa provo al solo pensiero…

Una struttura… dai 3 ai 90 anni…

Ho deciso di scrivere questo post, perché qualche giorno fa mi sono emozionata e commossa leggendo che a Piacenza,  l’Unicoop ha aperto una struttura dove coesistono un nido d’infanzia ed una casa di riposo.

È una struttura fondata sull’educazione intergenerazionale, fondata quindi sulla cura e la reciprocità, dove bambini ed anziani creano una rete meravigliosa di alleanza, momenti relazionali, incontro e conoscenza.

Penso all’aria serena che respireranno gli anziani in quel centro; penso a quelle mani che si stringeranno per supportarsi a vicenda; penso a quei passi incerti di bambini ed anziani che compiuti assieme saranno un po’ più stabili; penso a quei sorrisi sinceri di chi non si aspetta nulla dalla vita perché non sa cosa l’aspetti l’indomani, ma vive godendosi ogni istante; penso a quanto si sentiranno utili; penso alla loro lentezza che finalmente non sarà giudicata da nessuno; penso a quei bimbi, a quanto la loro educazione sarà completa, a come saranno arricchiti da questo scambio intergenerazionale, fatto di sapere, consigli, aiuto.

Strutture del genere esistono già in Francia ed a Seattle, ma in Italia è la prima volta.

La reputo un’idea davvero meravigliosa e strutture fondate sull’educazione intergenerazionale dovrebbero sorgere ovunque, perché infondo bambini ed anziani sono uguali, e la nostra società dovrebbe tornare a prendersi cura degli uni e degli altri.

Voi che ne pensate?