Le Mie Creazioni

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Mamma yogini ad alto contenuto green

Silueta Yoga Dorada Alessia soprannominata Alex da una persona infinitamente speciale. Una laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione in tasca e tante esperienze lavorative alle spalle. Insegnante di Yoga e meditazione per adulti e bambini, hostess di volo, educatrice con minori a rischio di devianza, educatrice di asilo nido, moglie e mamma Yogini h24. Leggi tutto

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Gabriele autistico nuota per vincere le sue paure

Non avevo capito che Gabriele fosse autistico ma sentivo che i suoi gesti non erano uguali a quelli degli altri bambini.

Si svegliava durante la notte urlando e ridendo, quando era felice tirava qualsiasi cosa vedesse, sbatteva porte e finestre, correva senza meta, ripassava sugli stessi percorsi, non parlava, non indicava e camminava sulle punte (cosa che anche oggi a vent’anni è rimasta ), ha una forte sensibilità uditiva e abbiamo scoperto che ha “l’orecchio assoluto “.

Dal neuropsichiatra ricevemmo una diagnosi di autismo infantile grave, facemmo una seconda indagine ma confermarono la prima diagnosi.

Ero incinta del secondo figlio quando iniziammo il percorso terapeutico composto da psicomotricità e metodo teacch.

Gabriele aveva un cognitivo alto, una memoria fotografica ed era in grado di imitare; imparó così a leggere e a scrivere e ad eseguire i compiti di matematica.

A 9 anni il centro decise di dimetterlo poiché gli obiettivi erano stati raggiunti ma io essendo diventata mio malgrado, la migliore terapista per lui, capii che il bambino aveva difficoltà a mantenere il ritmo scolastico e chiesi di aggiungere un supporto terapeutico rivolgendomi ad un altro centro dove mio figlio rimase per altri 9 anni.

Sono stati 9 anni durissimi per me perché correvo ogni giorno per ben quattro volte fra scuola e terapie.

Scoprii che Gabriele non faceva con me cose che faceva con gli altri, in particolar modo per attraversare la strada con me era irruento e maldestro mentre in mia assenza aiutava persino i bambini più piccoli ad attraversare.

Decisi di fare ciò che facevano i terapisti e lo lasciai solo ad attraversare nascondendomi dietro un albero.

Lui era in grado di attraversare prestando attenzione alle macchine ai semafori ed alle persone.

In terza media lo lasciai andare completamente da solo chiamando poi la scuola per accertarmi che fosse arrivato. Tutt’ora Gabriele cammina per strada da solo va all’oratorio e fa passeggiate per la sua città.

Gabriele in seconda superiore iniziò ad avere crisi autolesioniste più marcate rispetto a quando era bambino, scoprii che erano dovute alla mancanza di maestra di sostegno ed educatrice.

Cambiai scuola scegliendone una più lontana ma pronta ad accogliere ragazzi come lui.

Al terzo anno lo ritirai per mancanza di maestra di sostegno.

Nonostante non parlasse, acquistai un cellulare che gli regalai e quando lo chiamavo iniziava a dire qualche parolina. Oggi riesce ad usarlo, ripete parole su imitazione ma non ha un linguaggio finalizzato a formulare richieste.

Gabriele è rimasto autolesionista e molto raramente ha scatti di rabbia verso noi genitori.

Per sconfiggere la sua paura dell’acqua lo iscrissi a nuoto all’ età di sei anni ed oggi frequenta la piscina partecipando a tornei e vincendo gare agonistiche, inoltre nuota in mare nei laghi e nel naviglio di Milano.

La mia più grande difficoltà è capire cosa vuole comunicarmi e come prevenire le crisi di autolesionismo in cui si picchia da solo.

Per il dopo di noi ho predisposto con il fratello di Gabriele, che il ragazzo permanga nel centro dove si trova adesso e che abbia la sua giornata occupata.

Spesso i genitori che portano i ragazzi al centro vengono giudicati male ma io credo che un occupazione per mio figlio sia necessaria e sia la base che avrà quando non ci sarò più.

Ai genitori come me dico di non credere a tutto quello che dicono sull’autismo perché questi ragazzi possono migliorare tanto in tanti aspetti e non bisogna rassegnarsi senza tentare terapie e approcci nuovi.

Bisogna credere nel proprio figlio/a autistico sebbene tutti siano diversi uno dall’altro e presentino problemi differenti. Spero che noi genitori possiamo diventare sempre più compatti e riuscire a creare il “dopo di noi” insieme.

Raccontateci le vostre storie a https://www.facebook.com/ilmionomeebrianstoriadiunautismo/

Rubrica Mensile: “ Autismo Storia di un Bambino Speciale ” a cura di Valentina

Tutti i testi vengono corretti e trattati da Valentina.

Se sei un ragazzo con spettro autistico e hai voglia di raccontare la tua storia, non preoccuparti se dovessi avere difficoltà nella stesura del testo, Valentina ti darà una mano.

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