Mudra

La parola sanscrita mudra vuol dire ‘gesti’ o ‘atteggiamenti’ psichici, emozionali, devozionali o estetici.

Gli yogi hanno sperimentato i mudra come modalità del flusso dell’energia, designate a collegare la forza pranica individuale, con la forza cosmica o universale.

Durante la pratica dei mudra, le posizioni e gli atteggiamenti assunti, stabiliscono un collegamento diretto tra il corpo fisico, il corpo mentale, il corpo pratico, mettendo il praticante in condizione di percepire con consapevolezza il flusso del prana attraverso il proprio corpo.

Il prana, irradiato dai chakra e dalle nadi, si disperde normalmente nel mondo esterno, sfuggendo dal proprio corpo; attraverso la pratica dei mudra invece , creando delle barriere all’interno del corpo, l’energia viene canalizzata all’interno.

Approssimativamente ci sono 5 gruppi di mudra dello yoga (mudra delle mani, mudra della testa, mudra posturali, mudra di chiusura, mudra perineali).

Quelli più conosciuti oggi, anche da chi non pratica yoga, sono quelli delle mani. I mudra delle mani, sono mudra meditativi, che ricanalizzano il prana emesso dalle mani all’interno del corpo. Per esempio, i mudra che uniscono pollice ed indice, coinvolgono la corteccia cerebrale motoria a un livello molto sottile.

Questi mudra generano un circuito di energia che scende dal cervello alla mano e poi risale, portando rapidamente all’interiorizzazione.

I mudra sono introdotti dopo che sono stati eliminati i blocchi più grossolani e dopo che si è raggiunta una certa capacità nella pratica di asana, pranayama e banda.

Requisito necessario è che, queste tecniche non devono essere solo imparate dai libri, ma necessitano di un apprendimento pratico da un guru per poterle eseguire.