“Amare sé stessi è l’inizio

di un idillio che dura tutta la vita”
O.Wilde

Vi è capitato di dire o sentir dire “quel bambino è proprio timido e insicuro” oppure “quel bambino è troppo fragile e sensibile?” È davvero così?

 

Come si possono aiutare questi bambini?

Un bambino ha bisogno di criteri esterni per confermare il proprio valore di sé e ciò avviene principalmente attraverso l’interiorizzazione del vissuto d’amore e d’approvazione da parte delle altre persone vicine a lui; non è soltanto fondamentale il ruolo dei familiari (genitori, nonni, ecc…) ma anche di insegnanti ed educatori.

In particolare è molto importante il ruolo ricoperto dai genitori poiché ciò che viene trasmesso ai figli e come ci relazioniamo con loro forgia il loro carattere: ciò che siamo è ciò che trasmettiamo pertanto è importante essere consapevoli delle proprie qualità e delle proprie debolezze per agire in modo coerente.

Se noi siamo persone ansiose ed insicure, non possiamo pretendere che nostro figlio sia sicuro e forte, ovvero non possiamo insegnare ciò che nel profondo non ci appartiene, perché questo porta incoerenza e confusione ed il bambino si nutre delle emozioni che respira all’interno del proprio nucleo familiare.

Tengo a precisare che non esistono genitori perfetti, né tanto meno esiste un libretto d’istruzioni per essere dei “buoni genitori”, però ciò che può fare la differenza è l’educazione emotiva, ovvero far sentire il proprio figlio compreso e accolto nelle sue emozioni.

Come possiamo aiutare nostro figlio a crescere forte e sicuro? Come possiamo aiutarlo ad accrescere la propria autostima?

1. Accogliete le sue emozioni, paure ed insicurezze: è molto importante che i genitori empatizzino con il proprio figlio così che si senta “sentito e compreso” a livello profondo nella mente dei propri genitori.

2. Incentivatelo ad esprimere ciò che sente: non svalutate il suo stato d’animo, incoraggiate vostro figlio a stare in ciò che prova, aiutatelo a dargli un nome e fornitegli delle soluzioni per superare la situazione che sta vivendo.

3. Lasciatelo libero di sperimentare: a volte si tende a proteggere fin troppo il proprio figlio per paura che possa sperimentare dolore, sofferenza o delusione. I bambini però hanno bisogno di entrare in contatto (e dare un nome) anche con le emozioni un po’ più difficili. Far vivere il proprio figlio dentro una bolla di sapone lo farà crescere insicuro e pieno di paure che bloccheranno la sua vitalità necessaria per sperimentarsi e fare esperienze nuove.

4. Incoraggiatelo a credere in sé stesso “ho fiducia in te, ce la farai”, “sono orgoglioso di te”: è importante riconoscere non solo i risultati ma anche i piccoli progressi che fa vostro figlio, soprattutto quando gli state insegnando una cosa nuova come può essere l’allacciarsi le scarpe; bisogna avere pazienza e non cadere nella tentazione “va bè faccio io così facciamo prima”, bisogna notare i progressi e rimandarglieli esprimendo l’orgoglio che provate “ti stai impegnando molto, vedrai che ce la farai, ti manca poco!”. Sapere che qualcuno crede in lui, aiuta il bambino ad avere fiducia nelle proprie capacità e lo aiuta ad affrontare senza paura anche situazioni nuove.

5. Supportatelo quando fallisce: “una sana autostima è un’armatura contro le sfide del mondo” pertanto lasciatelo sperimentare e se fallisce non ditegli “hai visto te l’avevo detto” ma supportatelo e date il giusto valore al fallimento insegnandogli che è importante anche fallire perché ti permette di imparare e migliorare. Dire frasi come “sei sempre il solito”, “vedi lui che bravo è stato”, “ogni volta che fai così sbagli” portano il bambino a consolidare una scarsa fiducia in sé stesso.

Un ultimo prezioso consiglio: dite ai vostri figli “ti voglio bene anche quando sono arrabbiato/a”, è la frase che tutti i figli (di qualunque età) vorrebbero sentirsi dire perché sapere che i propri genitori ti amano semplicemente per quello che sei è il più bel regalo che si possa ricevere!

Tenere i bambini in braccio: è bene farlo o prendono il vizio?

 

Rubrica mensile di Psicologia a cura della Dott.ssa Giulia Braghetta

Psicologa dell’età evolutiva iscritta all’ordine degli psicologi del Veneto che svolge la libera professione in provincia di Padova e di Verona.
Collabora con diversi enti, comuni e scuole e ha pubblicato due libri nel 2016: “La violenza intrafamiliare nella coppia. Gli effetti della violenza perpetrata dal proprio partner” e “Costanza dei colori visti attraverso veli colorati reali. L’influenza di un filtro nella percezione del colore”.

Per domande o dubbi potete scrivere a: g.braghetta.psicologa@gmail.com